Domani Lunedi, 26 Gennaio 2026
11:30 - 11:59
Ma quanto ci costa?
Due miliardi di danni. Così, sotto le onde del ciclone Harry si sono sbriciolati tratti di costa, strade, ferrovie, lungomare, lidi e altre infrastrutture. Le più colpite sono state le coste orientali di Sicilia e Calabria, e non è un caso: la Sicilia è la prima regione italiana per percentuale di coste a rischio elevato e molto elevato, come ci racconta Salvatore Gurgone, presidente Legambiente Nebrodi Sicilia. In Calabria non va meglio anche a causa dell'abusivismo edilizio che complica il quadro costiero, come ci spiega Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria. Cementificazione, distruzione delle dune naturali, turismo di massa e cambiamenti climatici: le coste stanno affrontando un cocktail di sfide ed è quanto mai necessario ripensare il modo di abitarle e di viverle. Che cosa è stato fatto finora per mettere in sicurezza le nostre coste? E perchè non è bastato? Si può davvero invertire il trend di erosione costiera? E che ruolo ha la cittadinanza nella tutela e gestione corretta delle coste? Lo chiediamo a Filippo D'Ascola, ingegnere delle coste di ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. In apertura: il piano di adattamento ai cambiamenti climatici esiste da 10 anni, ma è stato approvato solo nel 2023. E solo una settimana fa è nato anche l'Osservatorio nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici. Che ruolo svolge? Ce lo racconta Renata Pelosini, responsabile dell'area attività operative dell'Agenzia Italia Meteo, componente designata del nuovo osservatorio. Al microfono Marco Motta